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Camminare verso terra
Non Solo Corpi Soli
Anita Brandolini

"Conosciamo noi stessi solo fin dove
siamo stati messi alla prova"

Wislawa Szymborska

"Chiudi gli occhi, dove sei? Sono in mezzo ad un campo di grano, sono in un mare, il vento si descrive sulle spighe e incide le onde. La luce è lunare ma senza luna. Le spinte che ricevo non mi buttano a terra perché ognuna sostiene l’altra (sono dunque un corpo?). Lucciole impossibili narrano il colore della pelle (ho dunque un corpo?). E’ interrogarsi continuo la rappresentazione, e calciare il confine.


E’ anche malinconica sensazione del perdesi e dovrebbe essere del darsi: sensazione immobile del sono: sono là, non sono qui. Solo un narcisismo che supera il sé, un narcisismo di rovescio, sviluppa ancora forze disumane. Gli schizzi di sale sono nebulose di penombre ed appena si accende la cometa il popolo si mette in cammino. Non ho sensazioni antropomorfe tuttavia le ombre coincidono con una meccanica fisica. La frammentazione della luce è il segnale del perdersi del sentire, così come il suo equilibrio moltiplicato: dove andare? Mi aspetto di entrare dove tu esci: qui risuonano gli automatismi della “natura umana”.










Coreografia è traccia dell’impossibile, luogo senza accesso e della non ripetizione, tuttavia reale. In quella realtà si frantuma il principio d’identità: io sono il superamento della prova e la prova non superata. Nessuno può aggiungere qualcosa al movimento, se non uno scricchiolio o una fessura di luce,  ma si può certo selezionare, descrivere, illuminare luoghi soli che sono solo uno scorrere del tutto. Le geometrie dello spazio scenico sono le stesse del corpo mentre la musica è scia del moto. Ora sospesi ora a terra i piedi sono le infinite orme del contatto col mondo, sono il mio peso e la mia leggerezza. Il loro destino sembra quello di andarsene e la salita aerea è davvero toccante. Da quassù vi vedo, sospesa ad un filo di gravità. Leggero e potente, il corpo della danzatrice ci dice “fin dove si è messo alla prova”. A quell’altezza tutto il resto sembra solo un brusio destinato al silenzio. Noi, quaggiù, senza sfide, fedeli al limite, corpo collettivo che sussulta di paura ad ogni tuffo nell’aria: pieni di interrogativi sulla fisica e di meraviglia. Il camminare verso terra, camminare su un filo d’erba ci ricorda un bell’insetto in un prato a grano di vento salato. Non c’è Barone rampante coi piedi per terra. "

Imacelli Certaldo